LE AVVENTURE DI CENERENTOLA – LE VHS DELLA HOBBY & WORK (1997)
Scritto da disneytapesandmore || 8 Settembre 2021

LE AVVENTURE DI CENERENTOLA – LE VHS DELLA HOBBY & WORK (1997)

INTRODUZIONE

Quando ero molto piccolo, a poco più di due anni, “Cenerentola” era forse il Classico Disney che vedevo più frequentemente. Ma non mi fermavo solo al film Walt Disney: nel giro di poco tempo mi vennero proposte versioni animate alternative, visto il mio apprezzamento per la fiaba. Per questo motivo, coincidente con l’ultima distribuzione editoriale dell’estate 1999, “Le avventure di Cenerentola” entrò in casa mia. Si trattava di una raccolta editoriale, proposta per la prima volta nel Dicembre 1997 dalla Hobby & Work, nella quale erano racchiuse tutte le puntate dell’omonima serie animata italo-giapponese. Essa era nata da una cooproduzione tra la Tatsnuoko Production e la Mondo TV SpA, trasmessa su Italia 1 a partire dal 10 Agosto 1997 semplicemente col titolo “Cenerentola“. La serie, di 26 episodi, si basava sulla fiaba di Charles Perrault e ne ampliava la storia aggiungendo nuovi eventi e personaggi. Cenerentola incontra il principe sin dal secondo episodio e per buona parte della serie è all’oscuro della sua reale identità. Complotti, avventure e magia fanno da cornice a questo cartone animato.


STORIA EDITORIALE

La Hobby & Work distribuì per la prima volta “Le avventure di Cenerentola” a partire dal Dicembre 1997. La collana venne sponsorizzata assieme a quella di “Simba“, ed era composta da 13 uscite quattordicinali comprendenti ciascuna una videocassetta con due episodi e un booklet abbinato in cui si percorreva la storia della prima puntata di ogni VHS. Nei vari booklet si potevano trovare dei fotogrammi con colorazione incompleta: stava al bambino di turno colorarli. La serie tornò in edicola nell’estate del 1998 e in quella del 1999. Non venne cambiato nulla nel packaging: probabilmente nel 1997 produssero una quantità tale di VHS da bastare per gli anni successivi! I primi due volumi, come di consueto, erano proposti al pubblico ad un prezzo ridotto: £ 9.900 contro le £ 12.900 delle uscite successive. Praticamente un quarto del prezzo che all’epoca avevano le VHS Walt Disney.

IL MASTER DELLE VHS

Analizziamo ora le VHS. Le videocassette della Hobby & Work usavano un master alternativo rispetto a quello televisivo. Abbiamo scoperto grazie ad Angelo Serfilippi, che assieme a sua nonna registrò le puntate durante la trasmissione su Italia 1 dove in tutte avveniva la lettura del titolo. Nella versione VHS solo i seguenti episodi la hanno, accompagnata da un frammento del brano “Il Castello del principe“, composto da John Sposito e parte della colonna sonora: 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 23, 24, 25, 26. Dall’analisi di alcune puntate registrate dalla nonna di Angelo, per quelle puntate che nella versione VHS non avevano il titolo letto, è emerso che il sottofondo musicale del titolo proveniva da un punto diverso del brano sopra citato. Ipotizziamo che tale master incompleto fosse stato fornito erroneamente alla Hobby & Work, e poi alla Mondo TV stessa poiché la suddetta traccia audio è stata usata in seguito dalla società per altre distribuzioni della serie. L’errore potrebbe essere imputato alla Deneb Film, che ne curò l’edizione italiana.

Tornando alla versione pubblicata su You Tube, essa differisce dalla versione originale. Il video proviene sicuramente da un nuovo scan della serie eseguito in Giappone. Purtroppo ha due pecche: l’immagine è stata tagliata per mutare l’aspect ratio dagli originali 4/3 a 16/9. In alcune puntate è stato poi scelto di fare dei fermo immagine nelle sequenze senza movimento, in modo da ridurre i difetti dovuti al tempo. Scelta che noi non condividiamo.

LE SIGLE

Altra differenza rispetto alla versione televisiva consiste nella sigla: in TV la serie era accompagnata da una sigla cantata da Cristina D’Avena, sulla quale scorreva un collage di scene tratte dagli episodi e dalla sigla originale. Nelle VHS è presente una sigla completamente diversa, cantata da Erika Guerra con musica di John Sposito e testi di Paola Granatelli. Il video è quello della seconda versione della sigla originale, a cui però sono stati oscurati i fotogrammi in cui compariva il titolo internazionale – “Cinderella” – con scene tratte dalla prima puntata. Il titolo italiano, col logo creato dalla Hobby & Work, viene mostrato alla fine della sigla. Curiosamente, nel logo compare solo “Cenerentola” e non “Le avventure di” che al contrario è presente su copertine e sticker delle videocassette e che rendeva il titolo più fedele a quello giapponese (“Cinderella Monogatari“, ovvero “La Storia di Cenerentola“).

Non ci siamo sbagliati: abbiamo proprio detto seconda versione della sigla originale. Esistono infatti due versioni della sigla di apertura. La prima è stata utilizzata in molti paesi asiatici, tra i quali il Giappone, e Cenerentola ha un design leggermente differente rispetto alla versione circolata in Europa e in altri Paesi. Il tema di apertura è completamente diverso da quello italiano: si tratta della canzone Ai purasu ai, cantata da Judy Ongg. La sigla di chiusura è invece Namaretate no ai, cantata sempre dalla Ongg. Come sigla di coda delle VHS italiane troviamo il frammento finale del video della sigla di chiusura giapponese, accompagnato dalla parte terminale della sigla italiana.

Vi lascio alcuni fotogrammi acquisiti dalle mie videocassette, per rendervi conto della qualità.